LA SEPARAZIONE

La separazione dei coniugi  è un istituto giuridico italiano regolamentato dal codice civile (artt. 150 e ss.), dal codice di procedura civile e da una serie di norme speciali.  Con la separazione la coppia non pone fine al matrimonio, ma ne sospende gli effetti,  cessano i doveri di coabitazione e di fedeltà; può sfociare nella fine del matrimonio (divorzio) o in una riconciliazione fra i due coniugi.

Separazione consensuale in Tribunale

La separazione consensuale è uno dei modi per ottenere la separazione legale tra coniugi.

Si chiama separazione consensuale proprio perché prevede il consenso espresso di entrambi i coniugi che giungono ad un accordo sulla spartizione dei loro beni in comunione e sull’affidamento dei figli nonché su tutte le possibili questioni connesse ad una separazione.

Il ricorso per la separazione consensuale può essere presentato già inizialmente da entrambi i coniugi (in tal caso è possibile rivolgersi ad un solo avvocato, ma nulla vieta ai coniugi di rivolgersi ad un proprio rispettivo legale e, se non a disposizione, lo studio gliene fornirà uno per avere una completa assistenza delle parti).

Nel caso di richiesta di promozione del giudizio di separazione consensuale, lo studio fisserà un incontro con i coniugi per raccogliere le identità dei clienti e per la sottoscrizione del preventivo unitamente al conferimento di incarico nonché alla sottoscrizione della procura alle liti.

Nel colloquio preliminare (telefonico o via mail o con i mezzi a disposizione del cliente) si comunicheranno tutti i documenti necessari per procedere celermente con il giudizio di separazione consensuale ovvero con la richiesta dei documenti :

Stato di famiglia, Certificato di Residenza; Atto integrale di Matrimonio (non l’estratto) e dichiarazioni dei redditi degli ultimi tre anni (in caso di presenza di figli minori o maggiorenni non autosufficienti).

Nell’incontro fissato presso lo studio si procederà, poi, a raccogliere gli accordi e le volontà dei coniugi ed al raccoglimento dei documenti necessari per procedere con la separazione consensuale.  

Viene quindi redatto un ricorso congiunto che viene depositato telematicamente in Tribunale, con un costo di contributo unificato per l’iscrizione a ruolo della causa di €43,00 e si attende la fissazione d’udienza Presidenziale, che di solito avviene nel giro di 5 giorni dal deposito del ricorso. L’udienza viene fissata di solito nel giro di un paio di mesi (dipende comunque sempre dal calendario del Tribunale) ed il procedimento si conclude con tale udienza. In quella sede i coniugi confermano la volontà di volersi separare e sottoscrivono il verbale di separazione consensuale che verrà poi omologato dal Tribunale tramite decreto entro 30 giorni dall’udienza di cui sopra. Tale omologa arriverà direttamente presso lo studio a mezzo sistema telematico ed il verbale presidenziale con l’omologa verrà dichiarato conforme dall’avvocato.

Il procedimento è quindi abbastanza celere e si conclude tendenzialmente nel giro di due/tre mesi al massimo.

Separazione consensuale in Tribunale-Emergenza Covid-19

Fino alla cessazione della fase di emergenza da covid-19, è stato previsto che per i procedimenti di natura consensuale incardinati in Tribunale i coniugi possano evitare di recarsi di persona in Tribunale e l’udienza Presidenziale si terrà in maniera “virtuale”. L’avvocato opterà, su accordo con i coniugi, per la c.d. Trattazione scritta e quindi si trasmetteranno telematicamente al Presidente del Tribunale, almeno 24 ore prima della c.d. udienza virtuale, una dichiarazione sottoscritta dai coniugi, (e loro trasmessa, anche via posta ordinaria o via mail, in quest’ultimo caso scannerizzata) in cui questi ultimi dichiarino: di essere perfettamente a conoscenza delle norme processuali che prevedono la partecipazione all’udienza; di essere stati edotti della possibilità di presenziare personalmente all’udienza e in alternativa della rinuncia della  presenza fisica e di avervi aderito liberamente e coscientemente e di non volersi conciliare ;di confermare le conclusioni rassegnate nel ricorso.

Solo a seguito di detta manifestazione di volontà, si potrà conseguire l’omologa della separazione consensuale.

Da ricordare che con la separazione consensuale i coniugi possono accordarsi su termini e su condizioni della separazione, e quindi in particolare rispetto a:

  • l’assegnazione della casa familiare
  • la divisione del patrimonio
  • l’assegno di mantenimento
  • i rapporti con i figli

LA SEPARAZIONE CONSENSUALE IN STUDIO – TRAMITE NEGOZIAZIONE ASSISTITA, IN TAL CASO NON SI PASSA DAL TRIBUNALE.

Con l’entrata in vigore della legge 162/2014, i coniugi possono scegliere un’ altra strada per separarsi consensualmente ovvero con la negoziazione assistita con l’assistenza di un avvocato (d.l. T132/2014)

Con tale strumento la separazione consensuale potrà essere effettuata direttamente presso il mio studio .

I tempi e i costi sono più ragionevoli e dispensa i coniugi dallo stress di presentarsi in tribunale, davanti a un giudice.

I coniugi devono raggiungere un accordo, e se non lo sono lo strumento della negoziazione non si potrà utilizzare.

Le parti devono essere unite in matrimonio, se sono conviventi e hanno uno o più figli in comune non potranno utilizzare la negoziazione assistita.

A parte queste limitazioni, lo strumento della negoziazione può essere utilizzato in diverse ipotesi.

Ad esempio:

Separazione consensuale, divorzio consensuale a seguito di separazione personale, modifica delle condizioni di separazione o divorzio, coniugi senza figli, coniugi con figli di minore età, coniugi con figli maggiorenni ma non ancora economicamente autosufficienti, coniugi con figli maggiorenni autonomi, coniugi con figli maggiorenni incapaci o con handicap grave.

I documenti necessari

Precisamente il documento d’identità di entrambi i coniugi e codice fiscale, certificato di residenza di entrambi i coniugi, certificato di stato di famiglia di entrambi i coniugi, dichiarazione dei redditi presentata nelle tre annualità precedenti a quelle nelle quali si attua la negoziazione assistita, atto completo di matrimonio,  l’estratto dell’atto di nascita di eventuali figli della coppia.

Se si procede per ottenere il divorzio, viene richiesto il decreto di omologa della separazione o la sentenza di separazione giudiziale o l’ accordo di negoziazione assistita avente in oggetto la separazione dei coniugi, l’estratto dell’atto di nascita di eventuali figli della coppia, il certificato di residenza degli eventuali figli della coppia, il certificato di stato di famiglia di eventuali figli dei coniugi.

Le parti devono consegnare la documentazione allo studio in quanto sono documenti che devono essere allegati nell’accordo di negoziazione assistita che sarà inviato alla procura della Repubblica e all’ufficiale di stato civile.

Le modalità della negoziazione assistita. Entriamo nel dettaglio.

Uno dei coniugi si rivolge allo studio legale per intraprendere la procedura di separazione o divorzio.

L’avv. Mascitti sottoporrà al cliente la possibilità di utilizzare lo strumento della negoziazione assistita.

Se la parte decide di utilizzare l’istituto, l’avvocato comunica, di solito con raccomandata con ricevuta di ritorno, all’altro coniuge, l’intenzione del suo cliente di procedere con la negoziazione.

L’altro coniuge si rivolgerà al suo legale di fiducia e, se è d’accordo nel procedere con negoziazione assistita, i rispettivi avvocati procederanno alla redazione della cosiddetta convenzione di negoziazione.

I coniugi devono firmare un accordo nel quale è specificato il termine entro il quale terminare la procedura, che non può essere inferiore a un mese e superiore a quattro mesi, e l’oggetto, vale a dire, separazione, divorzio o modifica delle condizioni di separazione o divorzio.

Potrebbe accadere che i coniugi, d’accordo tra loro, si rivolgano allo stesso avvocato chiedendo di procedere alla negoziazione assistita.

Se sprovvisto di un legale, l’altro coniuge se vorrà verrà assistito da altro legale con cui lo studio legale Mascitti collabora in maniera tale che entrambi i coniugi siano assistiti con la medesima attenzione.

Raggiunto l’accordo nel quale sono indicate le condizioni (patrimoniali e non come ad esempio la divisione dei beni mobili che compongono l’arredo di casa, la definizione degli effetti personali di ciascun coniuge, la proprietà degli autoveicoli di casa e così via.) della separazione o del divorzio, così come concertate tra i coniugi all’esito della trattativa aperta con la stipula della convenzione stessa e firmato dalle parti e dai loro avvocati, l’accordo viene inviato al controllo del Procuratore della Repubblica presso il Tribunale competente.

Dopo il nullaosta della Procura, entro dieci giorni, gli avvocati devono trasmettere l’accordo all’ufficiale di stato civile del Comune nel quale il matrimonio era stato registrato.

Sebbene l’accordo eventualmente raggiunto dai coniugi a seguito di negoziazione assistita costituisca un atto di autonomia privata, per espressa previsione normativa, esso produce gli effetti e tiene luogo di un provvedimento del giudice, con il corollario che, in ipotesi di inadempimento, esiste sempre la possibilità di portarlo ad esecuzione coattiva.

Divorzio consensuale  o “congiunto” in Tribunale

Il divorzio consensuale è una modalità per porre fine al matrimonio molto più semplice e veloce rispetto alla classica causa in Tribunale. Si può ricorrere al divorzio consensuale in Tribunale o tramite negoziazione assistita evitando di rivolgersi al Tribunale.

In ogni caso va sottolineato che il divorzio consensuale rappresenta il passo finale per chiudere un matrimonio, ma prima di poter arrivare a questo ultimo step è necessario effettuare la separazione ed attendere determinate tempistiche di 6 mesi dalla separazione consensuale o di un anno in caso di separazione giudiziale.

L’iter è molto più rapido ed economico rispetto alla procedura giudiziale. La forma della domanda è quella del ricorso presso il Tribunale competente, ovvero quello nel luogo di residenza o domicilio di almeno uno dei coniugi. All’interno deve essere indicati i seguenti elementi essenziali:

  • Fatti sui quali si fonda la domanda di scioglimento o di cessazione degli effetti civili del matrimonio;
  • Presenza di figli e le condizioni concordate;
  • I rapporti economici;
  • Dichiarazioni dei redditi  di entrambi (degli ultimi tre anni in caso di figli minori o maggiorenni non autosufficienti);
  • L’atto integrale di matrimonio, il certificato di residenza,
  • La copia autentica del verbale di separazione omologato in copia autentica o conforme o la sentenza di separazione in copia autentica o conforme , o l’accordo raggiunto in sede di negoziazione assistita
  • Lo stato di famiglia

I clienti fissato l’incontro in ufficio e rilasciata la sottoscrizione del conferimento di incarico e della procura alle liti, manifestano  le proprie condizioni di divorzio che vogliono siano riportate nell’atto da depositarsi in Tribunale. Se necessario verranno fissati più incontri, anche via skype, per definire le condizioni di divorzio in maniera tale da raggiungere l’accordo.

Raggiunto l’accordo, l’avvocato redigerà il ricorso congiunto depositandolo in via telematica in Tribunale ed iscrivendo a ruolo la  causa con pagamento di contributo unificato in misura ridotta ovvero pari ad 43,00. Dopo avere presentato la domanda le parti dovranno comparire, alla data prestabilita, davanti al giudice, ed è necessaria la presenza di entrambi.

A quella udienza il giudice effettuerà il tentativo di conciliazione, per capire se è possibile salvare il matrimonio; in seguito vengono analizzate le condizioni dell’accordo per controllare che non siamo contrarie all’interesse dei figli, se presenti.

Dopo i vari controlli, il giudice pronuncia la sentenza di divorzio, oppure emette dei provvedimenti provvisori urgenti in favore dei figli o del coniuge debole se sono emerse delle irregolarità. Tale sentenza arriverà direttamente allo studio legale per il tramite di sistema telematico e verrà consegnata ai clienti dietro apposita dichiarazione di conformità.

Come abbiamo detto, comunque, in seguito all’entrata in vigore del D.L 132/2014, poi convertito in L. 162/2014, le coppie possono optare per una procedura diversa, ancora più snella e veloce, ovvero la negoziazione assistita da avvocati la cui procedura è identica a quella descritta per la separazione consensuale dei coniugi.

Contatta lo studio legale dell’ Avv. Chiara Mascitti per esporre senza impegno il tuo caso ed avere la nostra consulenza.

Durante il primo incontro, dopo un’attenta valutazione del caso e della sua complessità, verranno date al cliente tutte le informazioni relative al compenso professionale sottoponendo alla sua attenzione un preventivo scritto con l’indicazione del prevedibile costo della prestazione, dalla fase iniziale del conferimento dell’incarico a quella finale.

Le modalità e i tempi di pagamento verranno concordate per iscritto di volta in volta con il cliente.

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